Grazie Lucio!

"il mio primo incontro con Lucio Dalla è coinciso con i primi album che ho comprato, cioè dal 1977 quando avevo solo 12 anni, con i primi soldi della paghetta andavo da Nannucci prima ad ascoltare e poi a comperare i 33 gri di cui mi inamoravo e nel mese di dicembre '77 mi sono imbattuto fortunatamente in Come  è profondo il mare... primo album scritto completamente da lucio, che conteneva capolavori come appunto Come è profondo il mare, Corso Buenos Aires, Disperato Erotico Stomp, e Quale allegria. Ma anche le altre erano delle vere e proprie poesie come il Cucciolo Alfredo o Non andar più via.
Erano gli anni, per chi è troppo giovane per ricordarlo, dell'uscita di album come Burattino senza fili di Edoardo Bennato e di I remember yesterday di Donna Summer oppure Della Fiera dell'est di Branduardi. Nel '78 colossi Saturday nighy fever, di Grease, di Una donna per amico di Lucio Battisti. Ed in mezzo a questi colossi il piccolo grande Lucio ha incominciato a farsi conoscere ed apprezzare anche dal grande pubblico.
Da lì in poi, ovviamente, ho riscoperto le canzoni di successo come Piazza Grande e 4 Marzo 1943.
Le occasioni di incontrare Lucio sono state tantissime visto che spesso andavo in via D'Azeglio con gli amici e lui è sempre stato gentile a parlare con ragazzini e ragazzoni, ed infine la mia passione per il rossoblu e la virtus ci ha ancora di più avvicinato trovandoci spesso vicini di posto sia allo stadio che al Madison di Piazza Azzarrita..."

Andrea

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"Disperato erotico stomp. Questo è il mio primo ricordo che ho di Lucio. Era l'estate del 1988, Lido degli Scacchi. Ricordo bene tutto di quel periodo. 
E quella canzone suonata e poi imparata a memoria come fosse un tormentone estivo alla Sandy Marton.
Poi da lì, rientrato a Bologna, ho comprato le cassette. Chi se le ricorda più le cassette... Grazie a lui, ho imparato ad amare la canzone italiana, tutta, ascoltando De Andrè, De Gregori, tantissimo Baglioni e Lucio come se piovesse.
La mia formazione musicale era avvenuta attraverso la mia compagnia di allora, che oggi definiremmo fatturioni. Ascoltavo tantissima afro e tutto quel sound underground di allora. Gli italiani, i cantautori italiani manco morti...
Lucio era un poeta del popolo. Nel senso puro del termine. Come dice Andrea lo trovavi al bar di via D'Azeglio, lo vedevi in centro, tranquillo, salutava e parlava con chiunque. Mai spocchioso, mai altezzoso. Un signore. Un vero signore di Bologna. 
Ed io posso dire di avergli voluto bene...e gliene voglio ancora!

Marco

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Lucio Dalla riposa in certosa, di fianco a Carducci, a un metro da Respighi.
O forse, ad essere onesti, riposa in mezzo ai Bolognesi, quelli qualunque, quelli che lui cantava, alle Anna e Marco di ogni tempo...
Riposa in mezzo a noi. 
E noi, lasciamo che le sue canzoni ci accompagnino ogni giorno, a rallegrarci o a farci lacrimare, a ricordare un momento o produrre ricordi...

Grazie Lucio...
Ci sentiamo presto!!!

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