Penultima puntata...
Continua il racconto della vita di Lucio...
Domani posteremo l'ultima parte, e domenica 4 Marzo, un nostro omaggio...
Nel 1964, a 21 anni, incide il suo primo 45 giri contenente Lei (non è per me), tradotta da Paoli e Sergio Bardotti, a cui segue Ma questa sera (cover di Hey Little Girl di Curtis Mayfield), entrambe pubblicate dalla ARC, casa discografica distribuita dalla RCA Italiana, per cui usciranno i successivi 45 giri di Dalla, nonché il suo primo LP. Il suo esordio al Cantagiro è letteralmente traumatico. Durante le varie esibizioni, nelle quali presenta la canzone Lei (non è per me),
Dalla è oggetto di lanci di ortaggi e derrate alimentari. Gino Paoli
ricorderà l'accaduto in un'intervista del 1979: «Fu un fiasco di
rimarchevoli proporzioni: ogni sera raccattavamo una buona dose di
fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto
la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro e
non si lasciò abbattere».
Per nulla intimorito dall'insuccesso, forma nel 1966 un proprio gruppo di accompagnamento con i musicisti bolognesi, Gli Idoli, con i quali incide il suo primo album, intitolato 1999. Il disco fa leva su due brani: Quand'ero soldato (vincitore del premio della critica al Festival delle Rose) e Pafff...bum!. Quest'ultima (di fatto la sua prima hit), viene presentata dal musicista al festival di Sanremo, abbinato con gli Yardbirds di Jimmy Page e Jeff Beck. A Sanremo fa ritorno l'anno seguente, con Bisogna saper perdere, abbinato con i Rokes di Shel Shapiro. Il 1967 è anche l'anno del suicidio di Luigi Tenco,
che aveva collaborato con Dalla per uno dei testi del suo primo disco e
con cui aveva stretto amicizia: «Con Tenco avevo avuto rapporti di
amicizia e di collaborazione - ricorda l'artista - Andammo a Sanremo
insieme, prendemmo la camera vicina, e la sua morte mi sconvolse... non
dormii per un mese».
Successivamente attraversa in maniera più diretta la stagione beat, pubblicando brani meno ambiziosi, tra cui si distinguono Lucio dove vai e soprattutto Il cielo, con cui partecipa al Festival delle Rose, vincendo nuovamente il premio della critica. L'allora Festival romano si svolgeva all'hotel Hilton,
e la leggenda vuole che i portieri gli abbiamo impedito di partecipare
alla serata finale perché non aveva un aspetto presentabile.
Le stravaganze del giovane Dalla erano piuttosto note, sempre la
leggenda vuole che spesso andasse in giro con delle ciliegie che
pendevano dalle orecchie, appese per i gambi oppure che si presentasse a
spasso con una gallina al guinzaglio.
Nel 1968 partecipa in qualità di narratore e cantante al film Franco, Ciccio e le vedove allegre. Le canzoni da lui cantate nella pellicola sono E dire che ti amo e Il cielo.
Nel 1969 ottiene un discreto successo con la canzone Fumetto, scelta dalla Rai come sigla del programma per bambini Gli eroi di cartone. All'inizio del nuovo decennio incide il secondo album Terra di Gaibola,
nome che deriva da un sobborgo collinare di Bologna. Le vendite del
disco risulteranno piuttosto scarse, tanto da indurre la RCA a non
stamparne più nessuna copia fino alla metà degli anni novanta.
Disperato Erotico Stomp
che non ero io
ti hanno visto spogliata la mattina,
birichina biricò.
Mentre con me non ti spogliavi
neanche la notte,
ed eran botte, Dio, che botte
ti hanno visto alzare la sottana,
la sottana fino al pelo. Che nero!
Poi mi hai detto "poveretto,
il tuo sesso dallo al gabinetto"
te ne sei andata via con la tua amica,
quella alta, grande fica.
Tutte e due a far qualcosa di importante,
di unico e di grande
io sto sempre in casa, esco poco,
penso solo e sto in mutande.
Penso a delusioni a grandi imprese
a una Tailandese
ma l'impresa eccezionale, dammi retta,
è essere normale.
Quindi, normalmente,
sono uscito dopo una settimana
non era tanto freddo, e normalmente
ho incontrato una puttana.
A parte i capelli, il vestito
la pelliccia e lo stivale
aveva dei problemi anche seri,
e non ragionava male.
Non so se hai presente
una puttana ottimista e di sinistra,
non abbiamo fatto niente,
ma son rimasto solo,
solo come un deficiente.
Girando ancora un poco ho incontrato
uno che si era perduto
gli ho detto che nel centro di Bologna
non si perde neanche un bambino
mi guarda con la faccia un pò stravolta
e mi dice "sono di Berlino".
Berlino, ci son stato con Bonetti,
era un pò triste e molto grande
però mi sono rotto,
torno a casa e mi rimetterò in mutande.
Prima di salir le scale mi son fermato
a guardare una stella
sono molto preoccupato,
il silenzio m'ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta,
mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi,
e con dolcezza è partita la mia mano
ano


