CALCIO E DIRITTI TV: RISCHIO STALLO
Il Tribunale di Milano dà ragione a Sky, da rifare il bando vinto per assegnazione diritti Tv da Mediapro. Malagò: "Non si vada oltre il 22 maggio"
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| Foto da Calcio e Finanza |
Il Tribunale di Milano dopo aver fermato l’assegnazione dei pacchetti
dei diritti tv del calcio ammettendo i rilievi di
Sky, ha confermato il
provvedimento, annullando di fatto la prosecuzione del procedimento di
gara relativa alle offerte del 6 aprile.
Quindi secondo il giudice Claudio Marangoni, l’assegnazione dei diritti di serie A dovrà essere rifatta riformulando un nuovo bando a causa di violazioni della legislazione Antitrust del documento di offerta attuale, proposto dal gruppo spagnolo.
Secondo il giudice, i pacchetti presentati da Mediapro potrebbero di fatto inibire la libertà degli altri operatori sul mercato, che sarebbero costretti a pagare di più per dei servizi televisivi personalizzati, il bando, quindi, deve essere rifatto, a partire da oggi la parte perdente ha 15 giorni di tempo per presentare reclamo e la palla passerà in quel caso a un collegio di giudici, con ulteriore dilatazione dei tempi.Il Tribunale ha inoltre condannato la filiale italiana della società audiovisiva spagnola al rimborso delle spese legali e degli oneri di legge in favore di Sky per un importo di 15.600 euro.
Ma vediamo questa sentenza quale conseguenza potrà avere sul campionato di Serie A, intanto l'annullamento del bando fa ritornare di fatto i diritti tv in mano alla Lega calcio e, in attesa del ricorso di Media Pro e la nuova creazione del Bando e la conseguente nuova assegnazione, bisognerà agire nel più breve tempo possibile, perché le società di calcio chiudono i bilanci al 30/06/2018 e si fanno anticipare dalle banche i diritti tv che andranno ad incassare in futuro, in assenza di queste somme si potrebbero creare molti problemi anche se ovviamente arriveranno le deroghe, certo fa riflettere allo stato attuale su come sia stata gestita questa assegnazione dei diritti tv, l'ennesima brutta figura rimediata dal calcio italiano.
Intanto, il Presidente del Coni e Commissario della Lega di A, Giovanni Malagò non concede proroghe: "Se il 22 maggio non abbiamo elementi certi - dice alla Gazzetta dello Sport - è chiaro che non possiamo non tenerne conto per le strategie future della Lega. Onestamente andare avanti senza risposte oltre il 22 maggio secondo me è da incoscienti."
Andrea Schiavina


