LO SPECCHIO DIPINTO

Rocco e i suoi fratelli




È facile dimenticare che Luchino Visconti sia stato tra i padri fondatori del Neorealismo. La sensibilità verso un luogo e i suoi abitanti, acquisita mentre realizzava i suoi primi film, è quanto mai evidente in quest’opera cortesemente evocativa, in cui rende Milano una città in cui si inseguono al contempo eleganza e disperazione.
I temi che Visconti sentì propri in tutta la sua produzione (il cambiamento della società, la disintegrazione della famiglia e dell’umanità di base) sono tutti presenti in Rocco e i suoi fratelli. Ma la venialità, la violenza e la ribollente tensione sessuale del film, considerati all’epoca molto controversi, danno a questo capolavoro in bianco e nero una potenza che contrasta profondamente con la reputazione immeritata di Visconti per la decadenza.
Ma è stato un film che ha subito anche violenze censorie, tipiche di quegli anni (il film esce nel 1960): “Osteggiato dai politici e bersagliato dalla censura - scrive in proposito Gian Luca Farinelli - è il solo film di Visconti che incassò nelle sale di seconda e terza visione più che in quelle di prima, in provincia più che nelle grandi città. La vicenda giudiziaria continuò fino al 1966 quando Visconti fu assolto in modo definitivo. Nel 1969 la censura ribadì il divieto ai minori di 18 anni e nel 1979 fu allestita una nuova edizione per il passaggio in TV con altri tagli”.
Ma non sono queste vicende a rendere “Rocco e i suoi fratelli” un capolavoro del cinema italiano. Partendo, ad esempio, dalla sceneggiatura scritta da autori del calibro di Suso Cecchi D’Amico e Vasco Pratolini che trassero l’idea dai racconti di Giovanni Testori.


CALIGARI




Scheda

Anno: 1960
Regia: Luchino Visconti
Sceneggiatura: Suso Cecchi D’Amico, Luchino Visconti, Vasco Pratolini, Massimo Franciosa, Enrico Medioli
Fotografia: Giuseppe Rotunno
Montaggio: Mario Serandrei
Musiche: Nino Rota
Interpreti principali: Alain Delon, Renato Salvatori, Annie Girardot, Corrado Pani, Paolo Stoppa, Claudia Cardinale, Nino Castelnuovo

Leone d’Argento a Venezia per Luchino Visconti che vinse anche il Nastro d’Argento insieme agli sceneggiatori e alla fotografia di Rotunno

citazione: 
La fortuna bisogna farsela venire (Simone-Renato Salvatori)


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