Il Donadoni Bis



di Stefano Brunetti




Ore di caos a Casteldebole: tutto può succedere.
Ma proprio tutto.
Tra le ipotesi più in voga, a dare il tocco da soap opera, anche quella del ritorno di Donadoni, sotto contratto con la società rossoblù fino al giugno prossimo.
La cosiddetta "soluzione in casa", idea a dir poco eretica fino qualche settimana addietro, ma che oggi risulta di tremenda attualità; ed immaginando uno scenario improbabile, della società che di fatto "chiede scusa" al suo ex mister, proponendogli la via del ritorno (da lui incredibilmente accettata), la domanda nascerebbe dunque spontanea, e cioè: come giocherebbe questo Bologna col Dona in panchina?
Premessa: almeno la metà degli interpreti della scorsa stagione han fatto le valigie verso altri lidi, sintomo di una rivoluzione estiva rivelatasi fragile e destinata a subire il sorpasso della controparte reazionaria, come nei moti di metà '800.
Ma tornando a noi e senza più tergiversare: cos'è rimasto del Bologna Donadoniano?
Non la triade Masina-Mirante-Verdi, recordman di presenze della passata stagione (34 a testa), oggi rispettivamente a Watford, Roma, Napoli, e nemmeno Federico Di Francesco, partito in direzione Sassuolo, più la coppia Falletti-Avenatti, divisa tra Palermo e il Belgio.
E tra un Mattia Destro relegato ai margini della rosa, un Krejci schierato esterno di centrocampo (talvolta mezzala), un Pulgar irriconoscibile e la coppia Poli-Dzemaili verso il viale del tramonto, il Donadoni Bis avrebbe certo difficoltà a riconoscere i suoi vecchi pupilli, anche se il 4-3-3 già usato in rare occasioni da Pippo Inzaghi (ed amatissimo dal tecnico bergamasco) potrebbe venire in suo aiuto.
Difesa a quattro con Mbaye a destra, Mattiello a sinistra e la coppia Calabresi-Danilo al centro, centrocampo con le sue vecchie conoscenze Poli-Pulgar-Dzemaili (sperando in un rilancio), e poi Palacio/Orsolini (o anche Krejci) a supporto ai lati dell'unica punta, da capire se Santander o un Mattia Destro in cerca del rilancio.
Dal canto suo il mister non avrebbe più con sé Luca Gotti, oggi vice di Maurizio Sarri al Chelsea, ritroverebbe però Mario Bortolazzi (collaboratore tecnico) e Luca Bucci (allenatore dei portieri), riportando probabilmente con sé anche Renato Olive.
Ipotesi fantascientifiche, che in queste ore solleticano il pensiero del tifo rossoblù, perso tra i molteplici scenari alternativi; ma il mister e la società, domanda delle domande, potrebbero metter da parte gli antichi rancori e ripartire da zero?
E soprattutto: per quanto riguarda il mercato di gennaio?
Mille e più interrogativi che rendono difficile un effettivo ritorno, anche se poi andare a spendere, in termini di stipendio, per il terzo allenatore, non farebbe certo bene alle casse rossoblù.
Che fare dunque? Non facile prendere una decisione, in un senso o nell'altro: di certo c'è che, come detto nell'incipit, tutto può accadere e le prossime ore saranno decisive, si spera, per risolvere un enigma che da almeno un giorno tiene tutta Bologna col fiato sospeso.




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