La lunga notte di Casteldebole




L'arbitro fischia la fine, comincia lo show: inizia Sky, sicura, si va avanti con Inzaghi; ecco poi Bigon in conferenza stampa, non dello stesso parere ("Inzaghi confermato al 100%? Ci riserviamo il diritto di fare delle valutazioni).
L'ultima parola sembra spettare all'ad Fenucci, colui che scelse Pippo in estate, trinceratosi nel suo bunker, chissà dove, a confabulare con Joey Saputo: via telefono, s'intende.
Sono ore di profonda riflessione in casa Bologna: la rivoluzione sembra ad un passo.
Troppo cocente, la sconfitta di Empoli, per far finta di nulla.
Il pubblico vuole la ghigliottina, come nella Francia di Robespierre.
L'era del Terrore è alle porte; tutti sul banco degli imputati, Inzaghi in primis, anche se pure il ds Bigon, a questo punto, rischia. E Fenucci pure.
Il vaso è colmo.
Cominciano a piovere foto di striscioni per la città, firmati dai vari gruppi organizzati, abbastanza eloquenti. C'è bisogno di un inversione di tendenza, un repulisti generale.
La fumata, bianca o nera che sia, ci sarà probabilmente a tarda notte, con esito sulla carta scontato: perché qualcuno, a questo punto, dovrà pur pagare.
Possibilmente più di uno: con candidati per la sostituzione che emergono implacabili.
Sinisa Mihajlovic, il grande favorito: al Dall'Ara dieci anni fa, quando prese in mano da Daniele Arrigoni un Bolognetto piccolo piccolo, rianimandolo all'inizio salvo poi assisterne inerme al crollo verso marzo/aprile, quando fu esonerato.
Eppure, visti anche gli altri nomi della lista, ad oggi il più credibile: l'indiziato numero uno.
Il ritorno di Donadoni? Improbabile, siamo onesti.
Per l'addio brusco con la società, che dovrebbe di fatto chiedergli "scusa" e tanti altri motivi.
Poi nel calcio e nella vita mai dire mai, soprattutto in una notte come questa.
Infattibile Guidolin, per i motivi noti a tutti: t'immagini, col clima che già si respira, gli effetti di un operazione simpatia del genere, a riprendere uno che ti ha mandato a quel paese in mondovisione?
E poi Del Neri e De Biasi.
Nomi che non solleticano.
Colomba, il sempiterno.
Montella, l'idea folle.
Tutta la città è col fiato sospeso, sarà un notte di regolamento di conti:  punto di svolta cruciale della gestione Saputo; e più in generale, anche della recente storia del Bologna.
Dall'arrivo del canadese, quattro anno fa, di certo il punto più basso.
Con vista di fondo annessa.


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