Natale a Pavma (II)



(continua)

di Stefano Brunetti

E arriviamo dunque al Terzo Millennio, con la rivalità che sboccia definitivamente: certo, per entrambe le squadre non si tratta del primo astio, ma non si può negare che, spinta mediatica a parte, la partita tra Parma e Bologna sia diventata qualcosa di più di una semplice giornata di campionato.
I gialloblu sono sempre una spanna sopra i rivali, trend che continua per i primi anni Duemila, col "Tardini" che continua a rimanere inespugnabile per i giocatori in rossoblù.
Neanche nella famosa stagione 2001-2002, quella dei 52 punti e del sogno Champions cullato fino all'ultima giornata, la musica cambia:  un'autorete di Nervo e un goal di Hakan Sukur rendono inutile la rete di Pecchia. Poi, nel 2003, la fine di un incubo durato vent'anni: un Bologna in crisi nera, a secco di vittorie da cinque partite (tra cui il 5-1 di Como, il 3-2 a Modena e il famoso Bfc-Juve del "città di m..."), si rialza clamorosamente in quella stadio dove non aveva mai vinto, mettendo a segno il primo (ed unico) successo esterno di tutto il campionato.
Succede tutto nel giro di dieci minuti: al 60esimo Paramatti porta in vantaggio i suoi, Mutu gli risponde ed infine Locatelli segna la rete del definitivo 1-2.
Nel complesso di una stagione anonima e per lo più negativa, perlomeno il Bologna espugna Parma per la prima volta, rompendo un tabù lungo decenni.
Poi cosa succede? Che a metà lustro la favola finisce: i due club sono in crisi, c'è il crac Parmalat, Tanzi è in galera, mentre Gazzoni, dall'altra parte, non ci vuol più mettere un euro.
Le due squadre, nella stagione 2004-2005, lottano per la salvezza: il Bologna in realtà a febbraio è in corsa per l'Uefa, poi il blackout, che la porta all'ultima giornata a giocarsi tutto in casa con la Samp; il Parma, dal canto suo, ha fatto una rimonta incredibile, dopo esser stata data per spacciata nei mesi invernali.
Risultato? Pareggio del Bologna con la Samp, idem per il Parma a Lecce, e per una strana serie di risultati le due squadre, pari a 42 punti, dovranno affrontarsi in uno spareggio all'ultimo sangue per rimanere in serie A.
Questo dunque diventa la sfida tra Parma e Bologna a metà anni duemila: non più potenziale finale Uefa, ma playout per non retrocedere in serie B.
Il Bologna è favorito, ha già vinto al "Tardini" in campionato, mentre i ducali hanno mezza squadra squalificata. A Parma vincono i rossoblu per 0-1, goal di Igli Tare; al ritorno, poi, succede quello che tutti sappiamo e che nessuno ha voglia di ricordare.
Basti sapere che il Bologna tornerà in B dopo dieci anni, mentre il Parma si confermerà in massima serie per il 15esimo anno di fila; poi nel 2008 s'invertono i ruoli, ducali in B e rossoblu in A.
Tempo un anno di purgatorio, però, e la squadra gialloblu è già di nuovo al posto di competenza: al "Tardini" si gioca a dicembre, in una sfida che torna dopo quattro anni d'assenza.
Parma viene invasa da almeno duemila rossoblu, ma sul campo non c'è storia: Mudingay illude, poi nel secondo tempo la coppia Panucci-Amoruso permette alla squadra di Guidolin di battere quella di Colomba, due allenatori che tra l'altro hanno allenato prima una e poi l'altra.
La sfida al "Tardini", in quegli anni, diventa poi sinonimo di amichevole di fine campionato, con le due squadre che si sfidano senza aver più nulla da chiedere: nel maggio 2013 i rossoblu tornano ad espugnare il campo ducale per la quarta volta nella loro storia, grazie alle reti di Taider e Moscardelli.
L'anno successivo però c'è il nuovo ritorno in serie B, per fortuna relegatosi ad un solo anno di purgatorio: Bologna che dunque torna in A, ma senza trovare il Parma, nel contempo fallito dopo la truffa Ghirardi (che aveva illuso tutta la Piccola Parigi, salvo poi portarla al "crac").
E siamo infine ai giorni nostri: col Bologna di Joey Saputo che veleggia nella medio-bassa classifica ed un Parma tornato in fretta e furia dalla quarta categoria, grazie ad un triplo salto tanto istantaneo quanto miracoloso. Inzaghi contro D'Aversa, due allenatori alle prime armi con la massima serie, (Pippo ha allenato giusto un anno il Milan), anche se certo, finora, il campo ha premiato più il secondo, con la sua squadra nel gruppone di quelle con vista Europa.
L'ultima volta, al "Tardini", finì 0-0: era il novembre 2013.
Cinque anni dopo, eccoci alla vigilia di un nuovo Parma-Bologna: consapevoli, pur senza essere un vero e proprio di derby, di essere di fronte ad una partita comunque diversa dalle altre.
Il capoluogo di regione contro la ribelle già in odor di Lombardia, la Grassa contro la Piccola Parigi, i tortellini contro i cappelletti e chi più ne ha più ne metta: e poi quel playout del 2005, che brucia ancora e brucerà sempre.
No, la partita col Parma non sarà mai come le altre.
Scusate: altve.

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